"Per questo è importante lasciare che certe cose se ne vadano, si distacchino. Non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che capiscano il tuo amore. Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o superbia. Semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei."
Paulo Coelho (via rebloglr)

Per restare insieme si deve essere semplicemente molto innamorati. Non vicini, non adulti, non perfetti, non uguali: innamorati.

"Ma il coraggio è anche questo. La consapevolezza che l’insuccesso fosse comunque il frutto di un tentativo. Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai."
Giorgio Faletti (via comepalloncininellospazio)

Vorrei una spiegazione al fatto che tutti lo vedono come un orco cattivo e per me invece è l’amore puro.

"Una donna intelligente è una donna con la quale uno può essere stupido quanto vuole."

Paul Valéry (via mariofiorerosso)

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(via boh-forse-mah)

"Perché il destino è solo conseguenza delle cose che fai oppure delle cose che in quel cazzo di momento non hai fatto mai."
Marta Sui Tubi (via corrichenonciprendono)
"Non so esattamente quando decisi che sarei stata forte, so solo che un giorno mi svegliai con la consapevolezza che se fossi stata debole la vita avrebbe preso il sopravento."

Conilcuoredighiaccio (via conilcuoredighiacchio)

tipo appena sono nata l’avevo già pensato. ahah

"Sei la droga perfetta, sei l’eroina che non manda in clinica, la canna che non manda in chimica."
Mondo Marcio (via mimancheraituttalavita)

Nonostante la gente
si accontenta di quello che ha
Io non mi accontento di niente
Io mi accontento se tu resti qua.

Ho appena scoperto che il mio nome significa 'potente nel dare sicurezza e pace.' è il top dai!

"Non ‘dichiarai mai il mio amore’ a parole; eppure, se gli sguardi sono un linguaggio, anche il più perfetto idiota avrebbe capito che ero perdutamente innamorato."
Cime Tempestose. 

SBAM.

”Da quando siamo diventati esseri “tecnologicamente avanzati”, le interazioni con il mondo esterno sono fatte prevalentemente di “mi piace”, emoticon di whatsapp o al massimo commenti insulsi su argomenti di pubblico interesse.

Il problema di fondo è che nella maggior parte dei casi mi trovo a parlare con gente che io chiamo “veggenti”, cioè riescono a sapere cose sul mio conto prima ancora che gliele dica io. Precisiamo, non sono il tipo che mette proprio tutti gli affaracci sui su facebook, si, insomma, ci scrivo qualche cavolata, evito per esempio di pubblicare cose tipo “ho un callo sotto i piedi” oppure “oggi piove, governo ladro”, provo in qualche modo a mantenere un minimo alone di mistero. Con scarsissimi risultati a quanto pare.  Non mi preoccupo di togliere l’opzione “localizzazione”, così quando incontro qualche amico “feisbucchiano” la prima cosa che mi dice è “oh cosa ci facevi l’altra sera alla trattoria di Alvato lo zozzone?”. Già, che ci facevo.. Qualunque cosa esca dalla mia bocca, la risposta è sempre la stessa “ah si si, lo so, l’ho letto su facebook”. 

La verità è che forse ci stiamo abituando a comunicare solo attraverso i tasti, stiamo un po’ perdendo il dono della parola, che per qualcuno non sarebbe neanche un male.

Sei lì, per esempio, dal tuo parrucchiere di fiducia, che una volta sapeva più peccati del parroco del paese e se prima era una specie di barbiere di Siviglia, adesso sembra uno sciampista di Orbetello: niente confessioni, niente sputtanamenti di coppie fedigrafe, niente di niente, solo una carrellata di teste fonate, mesciate, rasate, tutte rigorosamente mute e chine, sullo smartphone. Scandagliano la lista degli amici per taggarli nella foto postata con il nuovo taglio di capelli sulla bacheca. Così, prima che il solerte parrucchiere abbia finito la messa in piega, loro hanno già collezionato 127 mi piace e 34 commenti, tutti uguali: “wow sei pheega”.

Secondo me il problema non è da sottovalutare, domenica scorsa ero a pranzo dai miei genitori, ad un certo punto il cellulare di mio padre vibra “uffa, chi è che rompe i cogl…ehm le scatole mentre si mangia?”…Ero io, gli avevo mandato un messaggio  “mi passi il sale?”

Uscire di casa sta diventanto una sfida tra le più difficili, leggendo un forum che visito spesso per prendere ispirazione, ho scoperto che ci sono persone che escono di casa e incontrano altre persone. Si guardano senza i filtri di instagram, sorridono senza emoticon, parlano senza digitare e si toccano pure. Ma secondo me è una leggenda metropolitana, come il coccodrillo nelle fogne.”