onedaymorehappy, #2

Oggi son felice perchè:

  • Ho cucinato il pomeriggio, con i miei amicici.
  • Ho dormito fino a mezzogiorno.
  • L’organizzazione della laurea di un amico (domani) è andata a buon fine (si spera!)
  • Ho degli amici fabulous.
  • Ho pulito tuuuutta casa.
"DUE MATTI NON FANNO UNO SANO, ALLE VOLTE PERÒ SONO BRAVI A TENERSI LA MANO"

Uni. Parte 2.

(avevo iniziato un post sull’uni, tempo fa. Ed è il momento di continuarlo.)

Oltre al fatto che fiinchè non lo vivi non lo puoi capire a pieno, penso che quello dell’università sia il periodo migliore della mia vita.
Vuoi che dove studio io è una piccola città, formata praticamente da soli studenti e quindi aiuta, ma io una vita così a casa mia, nel mio paese penso che mai potrò viverla ne mai riuscirò a far capire completamente alle persone come si sta qui.

Qui siamo tutti amici, anche se non ci conosciamo.
Qui siamo una grande famiglia, anche se veniamo da posti diversi.
Qui non c’è una moda, che se non segui non sei nessuno.
Qui ognuno può essere quel che vuole, senza doversi nascondere.

E gli anni dell’università sono seriamente così. Non hai amici perchè devi, hai gli amici che decidi di avere.
Alle superiori, per la quiete della classe, dovevi piu o meno andar d’accordo con tutti, fare le cene. Qui, avendo più di 150 compagni di corso puoi benissimo scegliere dove andare a sederti. Puoi scegliere se seguire quel professore o meno. Puoi scegliere tutto. Sei veramente padrone del tuo destino.

Qui non devi chiedere a mamma se puoi uscire, qui esci. Come e quando vuoi. 
E, potrà sembrare strano, ma per sto fatto che viviamo tutti a casa da soli, o comunque con gente che ha la nostra età o pochi anni di più, la mentalità è diversa.
Qui se dovrmi la prima sera a casa di qualcuno non è perchè sei zoccola. E’ perchè alla fine dopo la disco si va a casa di qualcuno a fare festa e poi li ci resti, perchè tanto chissene frega di tornare a casa.
Qui se vuoi andare a studiare a casa di qualcuno, poi ti fermi anche a cena. E non sai che bello è vedere che cuciniamo noi. 
Può sembrare una cosa stupida, ma ogni volta che io, a casa mia, nel mio paese andavo a cena da amici, cucinava sempre mamma. Qui no. Qui cucinano i tuoi amici maschi, apparecchiano e spreparano anche. Oppure cucini tu, ma si sta tutti inisieme. Qui si condivide ogni cos. Si va a fare la spesa insieme. E se hai una ‘famiglia’ di maschi che convivono, si trovano compromessi, loro ti aiutano a portare le buste della spesa e tu le sistemi.

Qui anche se ti conosci da due giorni, oppure se ci si conosce solo di vista perchè ci si è visti una sola volta ad una lezione di due anni fa, in centro ci si saluta. E ci si ferma a parlare.
Qui non ci sono gruppetti.. Non esistono differenze tra un università e l’altra (anche se a quelli di medicina gli facciam credere che loro sono i migliori.)
Qui i compagni di corso non te li scegli, ma gli amici si. E i compagni di corso poi diventano amici e allora non li vedi piu solo alle 4 ore di lezione, li vedi anche dopo, per un aperitivo, oppure la sera.
Qui non ci sono mille bar in cui andare, qui ci si trova ogni mercoledi sera fuori dallo stesso bar. Non serve nemmeno mettersi d’accordo sul posto o sull’ora. Si sa giò tutto. Qui son poche parole, pochi sms, ma tanti fatti. Tanti momenti insieme, tante dimostrazioni.
Qui non capita mai che esci di casa e non incontri qualcuno che conosci. Così come capita che se qualcuno ti sta poco simpatico lo incontri sicuramente e magari sarà anche nel tavolo accanto al tuo.

Qui si sta da Dio. E siamo tutti una grande famiglia, la mia seconda famiglia.

"-Mettiamola così. Uno si alza al mattino, fa quello che deve fare e poi la sera va a dormire. E lì i casi sono due: o è in pace con se stesso, e dorme, o non è in pace con se stesso e allora non dorme. Capisci?
-Sì.
-Dunque bisogna arrivare alla sera in pace con se stessi. Questo è il problema. E per risolverlo c’è una strada molto semplice: restare puliti.
-Puliti?
-Puliti dentro, che vuol dire non aver fatto niente di cui doversi vergognare. E fin qui non c’è niente di complicato.
-No.
-il complicato arriva quando uno so accorge che ha un desiderio di cui si vergogna: ha una voglia pazza di fare qualcosa che non si può fare, o è orrendo, o fa del male a qualcuno. Okay?
-Okay.
-E allora si chiede: devo starlo a sentire questo desiderio o devo togliermelo dalla testa?
-Già.
-Già. Uno ci pensa e alla fine decide. Per cento volte se lo toglie dalla testa, poi arriva il giorno che se lo tiene e decide di farla quella cosa di cui ha tanta voglia.
-Ma non dovrebbe farla, vero?
-No. Ma sta attento: dato che noi non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte vale la pena di non dormire pur di star dietro a un proprio desiderio."
Alessandro Baricco ; Castelli di Rabbia (via fermaimmobile)

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”Prima o poi ci rotoleremo in un letto e ti riempirò di baci e di coccole.”

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onedaymorehappy, #1

Oggi ho sorriso perchè:

  • Lui mi ha difieso davanti alla sua ex.
  • Ho passato un pomeriggio con un’Amica.
  • Mamma mi ha scritto il buongiorno (cosa che non capita mai), essendo io via da casa per l’università.
  • Un problema si risolve meglio quando hai alle spalle delle Amiche, con la A. maiuscola, ed io le ho. Ed il problema è stato quasi risolto.

Progetto: onedaymorehappy :)

Dmitry Golubnichy è l’autore di un progetto che potrebbe far storcere il naso a tutti i cinici della terra, ma che, con la sua sfacciata semplicità, sta riuscendo a far sorridere mezzo mondo. La campagna online che ha lanciato si chiama “100 Happy Days Challenge”. Consiste “semplicemente” nel provare a essere felici per 100 giorni di fila e pubblicare sui “social” una foto al giorno che lo confermi. Non parliamo di fotografare sorrisi forzati, ma il progetto invita a un vero e proprio lavoro di ricerca interiore del sorriso e del buonumore. Ecco le testuali parole dal sito della sfida: «Ogni giorno, invia una foto di ciò che ti ha reso felice! Può essere qualsiasi cosa: da un appuntamento con un tuo amico, a un buonissimo tiramisù al ristorante; dalla piacevole sensazione di rientrare a casa dopo una giornata di duro lavoro, a un piacere fatto a uno sconosciuto».
Ora rimane una sacrosanta, legittima domanda: perché mai dovrei farlo? «Le persone che hanno completato con successo la sfida – dice Dimitry - hanno affermato che: ci si rende conto ci ciò che ci rende felici ogni giorno; si è di buon umore ogni giorno; si ricevono più complimenti dagli altri; ci si rende conto della fortuna che si ha di vivere la propria vita; si diventa più ottimisti; ci si innamora durante la sfida».
Un dato tristemente interessante, infatti, è che finora il 71% dei partecipanti non ha concluso la sfida e ha abbandonato il proprio «progetto di felicità». La spiegazione? «Mancanza di tempo». Non è tremendo ammettere di non avere tempo per essere felici?
Allora facciamo un passo indietro e, come fossimo bambini, rieduchiamoci alle cose semplici: fotografiamo la torta che finalmente non ci si è afflosciata nel forno; fotografiamo il regalo che ci ha portato un’amica dal suo ultimo viaggio; non cediamo al nervosismo per esserci dovuti alzare presto ma fotografiamo la bellissima alba che questa levataccia ci ha permesso di vedere. Provateci, è impossibile negarvi una risata sincera per qualcosa di buffo o la sensazione che scalda il cuore quando leggiamo il suo post-it sulla credenza al mattino «ti ho preso i cornetti al bar, devi solo scaldarli, buon lavoro!». Questo progetto cerca di sradicarci dall’idea che in un determinato periodo storico, socio economico, noi non possiamo più essere felici. E invece dobbiamo esserlo, anche sfacciatamente, perché trovare un motivo per sorridere ogni giorno è molto più lodevole e faticoso che cercare un motivo per arrabbiarci già al risveglio o essere nervosi con chi ci sta vicino. La felicità è una conquista e, fino a prova contraria, è anche contagiosa.

(l’ho trovata su diversi social, ma penso che questo progetto si possa fare benissimo anche qui. Anzi, la felicità sarà più reale qui rispetto a quella condivisa su altri social, ne son sicura. E, invece che foto direi che bastano anche dei post, che raccontino. Che noi su Tumblr a parole siamo veramente bravi, forse più che con le immagini.)

IO ACCETTO LA SFIDA, e tu? 
Ogni giorni, per 100 giorni.

  • Ricordate di inserire sotto, tra i tag #onedaymorehappy in modo che poi tutti i post e le foto saranno ritrovabili sotto lo stesso hastag.

TUTTA LA VITA! :)

A message from Anonimo
Se vuoi, una cosa da aggiungere io ce l'avrei.

non in anonimo.

Dopo di questa non ti risponderò MAI più se utilizzi l’anonimo.
Tira fuori le palle se dici di averle.

A message from Anonimo
Allora grazie....,chissà.

Senti, ho capito chi sei. Hai rotto tre quarti di minchia, se non vuoi finire di rompermela tutta direi che la nostra conversazione può finire qui.

Se hai altro da dirmi, direi che il modo per contattarmi non in anonimo ce l’hai. Se non hai altro da aggiungere a questa sfilza di stronzate inutili, direi che la nostra conversazione può finire qua. Ora e per sempre.

Ciao!

A message from Anonimo
Ci stai provando con me, per caso ? Mi sembra un'invito.

Ci ho provato fin troppo, con te.

A message from Anonimo
Vedo che te ne intendi,non avevo dubbi. Le cose usurate sono così. Non è colpa tua.

Infatti è colpa tua che vai con chiunque quando potresti semplcemente sceglierne una e che sia quella. 
Alla tua età direi che è ora di mettere la testa apposto. E di iniziare a tirar fuori i tuoi sentimenti, oltre che quel coso che hai in mezzo alle gambe.

A message from Anonimo
La seconda scelta, non fa per me, al contrario di te, direi.

Non fa per te perchè a te van bene anche quelle di terza, quarta e quinta scelta.

A message from Anonimo
La solita puttanella gelosa.

Esattamente. Peccato che non la dia a te!

"Io sono dell’idea che non esistano dediche tanto belle come quelle degli Articolo 31. Esatto, proprio loro, perché, per quanto possa sembrare strano, pure Dj Jad e zio Ax sono stati dei veri romanticoni, senza troppe smancerie, senza troppe sdolcinatezze.
“Tu mi fai cantare”, per esempio. Quanto è bello dire ad una persona che lei “ti fa cantare”? è come dire “Ciao, ogni volta che ti penso sono così felice che boh, mi viene da cantare, da fischiettare, mi metti allegria, mi metti così a mio agio da farmi cantare”; E poi, “perché tu sai di mare”? Quanto sarebbe bello se qualcuno ci dicesse una cosa del genere? Essere paragonata al mare, d’estate, al suo profumo, al suo colore, al suo azzurro infinito e al cielo terso che si vede all’orizzonte. O, per fare un altro esempio: ascoltando “Aria”, sono l’unica che si immagina vestita da barista, al bancone, in piena notte, a servire a zio Ax uno dei liquori più forti in listino, ad ascoltare le sue storie d’amore? A sentirlo confessare il suo amore appena nato ma già impossibile? O ancora: “e non c’è verso e non c’è soluzione, non c’è parole che mi suoni meglio del suo nome”? Pensate a quanto amore in una sola frase, in un solo nome, una poesia in poche lettere. E vogliamo parlare delle miriadi di complimenti che ogni ragazza vorrebbe sentirsi dire? Quante di noi hanno sognato che un ragazzo un po’ così, un po’ sbandato, un po’ “funkytarro” come i nostri Articolo ci fermasse per strada fermandoci con un “sai che c’hai una camminata che c’ho il cuore in gola?” E per ultima..chi di voi ha mai sentito “Spirale Ovale”? Penso sia la mia preferita. Forse perché, un bel po’ di tempo fa, me la fece ascoltare un ragazzo un po’ speciale..e riascoltandola mi sembra quasi di sentirlo cantare con Ale: “prendimi così, e ti porterò a ballare dove potrai gridare”. Esatto, un po’ così, prendimi così, prendimi e basta, prendimi ma non troppo, come l’amore che piace a me: non troppo romantico, non troppo dolce, non troppo appiccicoso, non troppo serio, ma un po’ così, da ridere, da ballare, da gridare, da vivere lì, in quel momento. Proprio come mi ha insegnato lo Zio."

aslongasidrink (via neverlastingsong)

Parole sante

(via hurricanesaveme)